Tra le cause di dolore pelvico cronico, cicli abbondanti e difficoltà a concepire, l’adenomiosi è una delle diagnosi ancora oggi più trascurate, spesso confusa con altre condizioni ginecologiche come l’endometriosi o i fibromi uterini. Eppure si tratta di una malattia ben distinta, che merita un’attenzione sempre più approfondita da parte della comunità scientifica e dei professionisti della salute femminile.
L’adenomiosi si verifica quando il tessuto endometriale – quello che normalmente riveste la cavità uterina – penetra nella parete muscolare dell’utero (miometrio). Questa condizione può determinare un ispessimento del muscolo uterino, con sintomi che variano da paziente a paziente: mestruazioni molto abbondanti e dolorose (menorragia e dismenorrea), dolore durante i rapporti sessuali, gonfiore addominale, senso di pesantezza pelvica e, nei casi più avanzati, anche problemi di fertilità.
Spesso l’adenomiosi si presenta in associazione ad altre patologie ginecologiche – in particolare endometriosi e fibromatosi uterina – rendendo più complessa la diagnosi. Tuttavia, grazie all’evoluzione delle tecnologie diagnostiche e all’utilizzo sempre più diffuso dell’ecografia ginecologica avanzata e della risonanza magnetica, oggi è possibile identificare l’adenomiosi con maggiore accuratezza e in fasi più precoci.
Le opzioni terapeutiche vanno dalla terapia farmacologica (a base di ormoni o farmaci antinfiammatori) fino al trattamento chirurgico mini-invasivo, come l’isteroscopia o la laparoscopia, nei casi in cui sia necessario intervenire in modo più mirato. La scelta dipende dall’età della paziente, dalla severità dei sintomi e, soprattutto, dal desiderio di conservare la fertilità.
Proprio perché l’adenomiosi è ancora oggi sotto-diagnosticata, è fondamentale parlarne. È fondamentale riconoscere che non è normale convivere con un dolore costante, né accettare che mestruazioni debilitanti siano la regola.
Sarà anche per questo motivo che l’adenomiosi sarà uno dei temi centrali di discussione durante la prossima edizione del Congresso HARTUS, in programma a Roma dal 27 al 29 aprile 2026. Un’occasione per confrontarsi, condividere esperienze cliniche e discutere le più recenti evidenze scientifiche su diagnosi, impatto sulla fertilità e trattamento di questa condizione.
📍 Il Prof. Attilio Di Spiezio Sardo svolge attività clinica nelle seguenti sedi:
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