L’endometriosi è una malattia complessa e spesso silenziosa, che colpisce circa il 10-15% delle donne in età fertile. Nonostante la sua diffusione, la diagnosi resta ancora oggi tardiva: in media servono 7-9 anni dall’insorgenza dei primi sintomi per giungere a una diagnosi certa. Eppure, riconoscerla in tempo può fare la differenza, soprattutto quando è in gioco la fertilità.
Che cos’è l’endometriosi
L’endometriosi è una condizione in cui tessuto simile a quello dell’endometrio (il rivestimento interno dell’utero) si sviluppa al di fuori dell’utero, causando infiammazione cronica, aderenze e dolore. Le localizzazioni più frequenti sono ovaie, tube, peritoneo pelvico, intestino e vescica, ma in alcuni casi può estendersi anche oltre la cavità pelvica.
I sintomi più comuni includono dolore mestruale intenso, dolore durante i rapporti sessuali, dolore pelvico cronico, stanchezza e difficoltà a concepire. Tuttavia, non tutte le pazienti presentano sintomi: ecco perché l’endometriosi può rimanere a lungo non riconosciuta.
L’importanza della diagnosi tempestiva
Una diagnosi precoce è fondamentale per prevenire le complicanze e migliorare la qualità di vita delle pazienti. In Italia, negli ultimi anni si è assistito a una crescente sensibilizzazione sul tema grazie all’impegno di associazioni, centri specialistici e campagne di informazione.
L’ecografia transvaginale eseguita da un operatore esperto è lo strumento diagnostico di prima scelta, in grado di identificare molte forme di endometriosi. In casi selezionati, la risonanza magnetica pelvica può offrire ulteriori dettagli. La diagnosi definitiva, tuttavia, può avvenire tramite laparoscopia diagnostica, una tecnica mini-invasiva che consente anche il trattamento chirurgico.
Impatto sulla fertilità
Uno degli aspetti più delicati dell’endometriosi riguarda la fertilità. Questa patologia può interferire con l’ovulazione, danneggiare la riserva ovarica o ostacolare la normale anatomia degli organi riproduttivi, riducendo le possibilità di concepimento spontaneo.
Tuttavia, molte donne con endometriosi riescono a diventare madri, anche grazie ai progressi nelle tecniche di fecondazione assistita. È essenziale valutare ogni caso individualmente, considerando età, sintomatologia, grado della malattia e desiderio riproduttivo.
Trattamenti: tra chirurgia e gestione multidisciplinare
Il trattamento dell’endometriosi dipende da diversi fattori: età, gravità dei sintomi, desiderio di maternità e risposta alle terapie precedenti. In prima battuta, si ricorre spesso a una terapia ormonale soppressiva (pillola estroprogestinica, progestinici, agonisti o antagonisti del GnRH), utile a ridurre i sintomi e rallentare la progressione della malattia.
In presenza di noduli profondi, cisti ovariche (endometriomi), aderenze o dolore refrattario alla terapia medica, l’intervento chirurgico laparoscopico rappresenta la soluzione più efficace. Quando effettuato da équipe specializzate, consente una rimozione completa delle lesioni con un approccio conservativo, minimizzando il rischio di recidiva.
Fondamentale è l’approccio multidisciplinare: ginecologi, radiologi, urologi, chirurghi, nutrizionisti e psicologi lavorano insieme per offrire un percorso terapeutico personalizzato e completo.
Le novità in Italia
L’Italia è oggi tra i paesi più attivi nella ricerca e nella gestione dell’endometriosi. Esistono centri di riferimento riconosciuti dal Ministero della Salute, team multidisciplinari altamente specializzati, progetti di screening e programmi regionali di supporto.
Inoltre, il prossimo Congresso HARTUS, in programma ad aprile 2026, dedicherà ampio spazio proprio a questo tema: l’endometriosi sarà al centro di tavole rotonde, sessioni chirurgiche live e confronti internazionali sulle tecniche più avanzate per la diagnosi e il trattamento.
Conclusioni
Affrontare l’endometriosi con consapevolezza e tempestività è il primo passo per migliorare la vita di migliaia di donne. Grazie all’integrazione tra diagnostica avanzata, chirurgia mini-invasiva e approccio personalizzato, oggi è possibile controllare la malattia, ridurre il dolore e tutelare la fertilità.
📍 Il Prof. Attilio Di Spiezio Sardo svolge attività clinica nelle seguenti sedi:
Studio Privato – Via Torquato Tasso, 480, 80127 Napoli
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Clinica Casa di Cura Ruesch – Viale Maria Cristina di Savoia, 39, 80122 Napoli
Clinica Villa del Pino – C.so Vittorio Emanuele, 494, 80137 Napoli
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