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Endometriosi e Fibromi Uterini: Patologie sociali e nuove strategie terapeutiche

Intervistato a Le Parole della Salute su La7, Il Prof. Attilio Di Spiezio Sardo, Ordinario di Ginecologia e Ostetricia presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II, ha posto l’accento sull’impatto sociale di Endometriosi e Fibromi Uterini: patologie benigne, spiega il Professore, ma con sintomi invalidanti nel periodo riproduttivo della vita delle donne. La gestione, sottolinea il Prof. Di Spiezio Sardo, è sempre meno invasiva e con l’obiettivo di controllare i sintomi e preservare la fertilità. Conduce Annalisa Manduca

Endometriosi e Fibromi Uterini: patologie sociali. Perché?

Endometriosi e fibromi uterini sono patologie benigne. I fibromi sono tumori benigni della muscolatura liscia dell’utero. L’endometriosi è una patologia infiammatoria cronica in cui l’endometrio è presente al di fuori dell’organo uterino. Nonostante ciò, queste condizioni inficiano il benessere fisico e psichico globale della donna, con un’importante ripercussione sociale (affettiva, familiare, lavorativa).”

Quali sono i sintomi associati a endometriosi e fibromi uterini?

Si tratta di patologie ormono-sensibili, quindi sintomatiche nella vita riproduttiva delle donne. Tra i sintomi più frequenti: sanguinamenti abbondanti, dolore pelvico cronico, dolore durante i rapporti sessuali. A seconda di gravità e localizzazione della patologia, possono interferire negativamente col potenziale riproduttivo della donna causando infertilità.

Come avviene la diagnosi ed è vero che è presente ritardo diagnostico, specialmente per l’endometriosi?

Nel management di queste condizioni il ritardo diagnostico è un problema grave. Spesso le donne arrivano al ginecologo dopo anni di ciclo mestruale abbondante o invalidante ritenuto normale. E’ fondamentale diagnosticare queste condizioni e specialmente l’endometriosi in fase iniziale e non quando hanno già determinato effetti negativi non solo sull’utero ma su tutta la sfera riproduttiva.

Quali sono le terapie a disposizione per queste due patologie?

Oggi, la terapia chirurgica, se necessaria, è possibilmente mini invasiva (laparoscopica, isteroscopica). Le donne esprimono il desiderio di preservare l’utero ma spesso anche evitare l’intervento chirurgico. Per questo sono emerse numerose terapie mediche innovative che agiscono su endometriosi e miomi.

Quali sono le novità sull’approccio terapeutico?

Una novità è la terapia farmacologica con antagonista del GnRH, combinato con una “add-back therapy”. Il razionale della terapia è inibire la sintesi degli ormoni che stimolano patologia miomatosa. Minime quantità di estrogeno e di analogo del progesterone (add-back therapy) riducono gli effetti collaterali mantenendo l’efficacia farmacologica. Uno strumento che sposta l’attenzione sul controllo dei sintomi per ridurre l’impatto sociale della malattia.
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