Che esperienza straordinaria è stata il 2° HARTUS Meeting a Roma.
Uno sforzo immenso e una soddisfazione ancora maggiore vedere l’energia ed il coinvolgimento di tutti i partecipanti. Tre giorni intensi e i numeri parlano da soli: oltre 1.000 partecipanti da 83 Paesi, 97 relatori di altissimo livello, 50 aziende.
Abbiamo investito in sessioni speciali che hanno reso il meeting unico. La sala si è accesa durante The Great Debate – casi clinici complessi di adenomiosi, malformazioni uterine e miomi nell’infertilità sono stati affrontati in tempo reale da team internazionali in un confronto dinamico e provocatorio. Una dimostrazione concreta di come il consenso sia ancora lontano – e di quanto la pratica clinica e le linee guida necessitino di un ulteriore lavoro condiviso, accademico e inter-societario, per evolvere e allinearsi.
Grande attenzione anche alle dimostrazioni live di imaging avanzato e chirurgia fertility-enhancing, brillantemente condotte dalla Prof.ssa A. Testa e dal Prof. F. Fanfani – con un sentito ringraziamento al team straordinario di colleghi e aziende partner dall’Università Federico II di Napoli e dal Policlinico Gemelli di Roma per aver reso possibile questa sfida. I nostri valori di innovazione e mentorship hanno trovato una concreta realizzazione nel supporto ai giovani ricercatori attraverso le borse di studio di The Floor is Yours.
Ma HARTUS non è solo un meeting. È un movimento.
Oggi, 24 Ambassador in tutti i continenti porteranno avanti attività scientifiche e programmi di formazione, contribuendo a formare una nuova generazione di professionisti gli HARTISTs: esperti capaci di integrare isteroscopia, PMA ed ecografia, combinando tecnologie diverse per migliorare gli esiti riproduttivi.
Uno degli elementi più distintivi di HARTUS è la sua indipendenza: non è sostenuto da società scientifiche o strutture istituzionali tradizionali, ma cresce grazie a una comunità globale di professionisti affermati e giovani specialisti che condividono una visione della fertilità a 360 gradi.
Desidero inoltre ringraziare i rappresentanti delle principali società scientifiche – ESHRE, ESGE, ISUOG, AAGL, SEUD – per il loro supporto e per averci onorato della loro partecipazione.
Crediamo fortemente che il modello HARTUS rappresenti un approccio efficace e orientato al futuro nella gestione dell’infertilità, così come nella formazione dei ginecologi.
Un ringraziamento speciale al comitato organizzatore Meridiano per aver curato ogni dettaglio con grande professionalità.
Ai miei co-chair Luis Alonso Pacheco, Sergio Haimovich, Caterina Exacoustos, Luca Gianaroli, Juan Luis Alcazar Zambrano e Juan A. García Velasco per l’impegno, l’energia e per aver creduto in questa visione.
E a tutti i partecipanti – oltre mille colleghi – per la fiducia, l’entusiasmo e il prezioso contributo.
#HARTUS continua.